Venti che le primordiali foreste vergini

Venti che le primordiali foreste vergini
sorvolate, al di sopra delle ali dell’albero,
al di sopra della sterpaglia rimasta dell’ultimo deserto
arrivando fino all’alba polverosa,
ora raccolta assieme dentro fogli di carta
che rimangono come unica cosa
di noi, dopo tutto quel lavoro umano,
perché loro ci sopravvivono.
Ecco un foglio che si lamenta
e geme come fosse un ronzio
d’insetti in una notte estiva.
Ecco un foglio che lo stile
dei giorni più gloriosi
tanto tempo fa ha perduto,
ma che ancora non si è esaurito!
Nguyen Chi Trung, da Venti, traduzione di Anna Lombardo, (Samuele Editore, 2014)
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