Testamento

Ne scrivo uno al giorno
lo inizio sempre tardi (di solito alla sera
quando ho ancora un’ora per spogliarmi).

Ho lettere di storia per ognuno
ma temo sarà tutto sequestrato.

Archiviatemi e mettete ordine:
la scorta le accuse i giornali il senato
il corpo acciambellato dentro l’auto
i ricordi – la camera – il fiato
e questa fede mia ridotta all’osso
fede percossa e sempre più tremante
ma con il bianco non ancora spento.

Troverete dei regali nei cassetti
alcuni assegni qualche altro testamento
oltre a questo che ogni sera ricorreggo
esercizio di attenzione per il mondo
che mi porto ancora dentro qualche giorno.

Siate felici nel ricordare il male
unite alla memoria un cuore chiaro
e la serenità non sia scordarsi
ma progredire portandosi l’un l’altro
gli umani pesi: a contatto con la storia
rimanete accesi.

P. S. Sul comodino
ho scordato un braccialetto:
prendilo – ti abbraccio forte.
Stefano Serri (Sassuolo, 1980), da Se ci fosse luce. Poesie da una prigione (Montag, 2019)

– consigliato da Marco Bini



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