Due nelle forze

Non lo sa, lui, il momento, lui che aspetta
ora, lui
che le chiede con lo sguardo
mentre i campi di neve oltre la strada
li contengono tutti e due
e forse
deve decidere l’aria fredda, senza presunzione,
suggerire l’attimo, il passo
per toccarle il paletò
a sud, a est
dei suoi capelli. Ecco. Il vento
si avvicina. Forse è l’ora, è quasi l’ora.
La guarda, chiude gli occhi, sbaglia.


Milo De Angelis
 (Milano, 1951), da Somiglianze (Guanda, 1976)

– consigliato da Fabio Pusterla


Esili

Oggi penso ai due dei tanti morti affogati
a pochi metri da queste coste soleggiate
trovati sotto lo scafo, stretti, abbracciati.
Mi chiedo se sulle ossa crescerà il corallo
e cosa ne sarà del sangue dentro il sale.
Allora studio – cerco tra i vecchi libri
di medicina legale di mio padre
un manuale dove le vittime
sono fotografate insieme ai criminali
alla rinfusa: suicidi, assassini, organi genitali.
Niente paesaggi sotto il cielo d’acciaio delle foto,
raramente una sedia, un torso coperto da un lenzuolo,
i piedi sopra una branda nudi.
Leggo. Scopro che il termine esatto è livor mortis.
Il sangue si scioglie in basso e si raggruma
prima rosso poi livido infine si fa polvere
e può – sì – sciogliersi nel sale.

Antonella Anedda (Roma, 1955) da Historiae (Einaudi, 2018)

– consigliato da Maria Borio