Pixel

Come suoni nelle pietre le parole nascondono
luoghi e cellule, respiri e ore contate
che dicono chi siamo,
mentre tutto scorre attraversando il groviglio.
Pixel di voci affiorano sulla pagina,
disegnano volti tra le lettere di un alfabeto perduto:
i bambini che sulle rive del Nilo vendono fossili,
Dike sul banco degli imputati, mio padre, Ulisse senza Itaca
in un’era glaciale.
Domani tutto sarà cancellato.
Ma la strada è una lingua che ci vede
e sotto la terra un bosco – immobile – aspetta di nascere.

Corrado Benigni (Bergamo, 1975) da Tempo riflesso (Interlinea, 2018)


Coincidenza

                                             To the house of death, to my father
                                             (Seamus Heaney)

Il 30 agosto del 2013,
mentre i chirurghi fermano il mio cuore
e deviano il mio sangue in una macchina,
in un altro ospedale, oltre duemila
chilometri distante, in questo giorno,

come saprò più tardi dai giornali,
si è fermato anche il cuore del poeta
Seamus Heaney. Attraversando il limbo,
durante l’ora e mezza di non vita,
magari l’avrò visto, con il volto

da contadino e la camicia a quadri,
scendere alla stazione sotterranea
tra il viavai silenzioso delle ombre,
là, dove da due mesi è già arrivato
mio padre, nella casa della morte.

Claudio Pasi (Molinella, 1958), da Nomi propri (Amos Edizioni, 2018)