C’era un giorno di giugno

C’era un giorno di giugno
nella casa
in cui era d’uso
calarsi negli abissi.
Sentivo tonfi
a prenderti la mano
ed è inutile
usare qui
metafore.
Spesso nel pomeriggio
avrei potuto
accostarmi alle tue ginocchia.
Ho sognato davvero
che era giugno
nella tua casa scura di campagna
e nella stanza dove c’era luce
preparavano scale
per gli abissi

Anna Cascella (Roma, 1941), da ‘Le voglie’, in ‘Nuovi poeti italiani’ (Einaudi 1980)


Le mani di mio padre

Me le figuro ancora le belle mani
di mio padre con lo stemma al dito:
sapienti stilavano comparse
(nella penombra pensosa dello studio)
sicure potavano alberi
(tra i fervori autunnali del frutteto)
severe segnavano direzioni

ma quanto tenere la sera nel
rimboccarci – bambine – le coperte
e quando a noi lontane
scriveranno parole non vane.

Vittoria Fonseca (Camerino), da Una giumella di senso (Supernova, 2013)