staz i one pioggia

dicono sia la morte questo senso
di spossatezza
questa stazione zuppa
di mosche

si dorme quasi sempre
uno sull’altro,
sui corpi fiorisce l’edera di casa
-io lo so che verrete
madre
il nulla ci mangia nella mano
come fosse un cane

Francesco Maria Tipaldi (Nocera Inferiore, 1986), da Traum (Lietocolle, 2014)


Jackson Pollock

Non ho paura di distruggere l’immagine.
Lei viene fuori comunque,
riconoscibile, sempre.
Sgocciolo, faccio giardino con il mio sangue, sperma, sudore,
alcol-colore.
Sono l’umile servo di lei,
Necessità.
La più bella tra le dee, l’idea
che sta al di là delle idee,
«senza mani, senza forme»,
che informa la natura delle cose.
La mia è la cerimonia
più oscura
per onorare le forme.

Rosita Copioli (Riccione, 1948), da Le acque della mente (Mondadori, 2016)