Even now, I tell myself, there is a language

Even now, I tell myself, there is a language
to which I might speak and which
would rightly hear me;
responding with eloquence; in its turn,
negotiating sense without insult
given or injury taken.
Familiar to those who already know it
elsewhere as justice,
it is met also in the form of silence.
Geoffrey Hill (Bromsgrove, 18 giugno 1932), da Triumph of love (1998), in Per chi non è caduto (Luca Sossella Editore, 2008)

Persino ora, mi dico, esiste una lingua

alla quale potrei parlare e che
giustamente mi ascolterebbe;
rispondendo con eloquenza; a sua volta,
negoziando il senso senza insulto
dato o danno ricevuto.
Familiare a coloro che già altrove
la conoscono come giustizia,
la si incontra anche sotto forma di silenzio.
 (Traduzione e cura di Marco Fazzini)

Seiltanz

Und also sprach Abdulla zu mir
Fremde ist zu deiner Rechten
Und zu deiner Linken ist Fremde
Denn du tanzt auf einem Seil
Und er sprach
Die Frage steht der Frage im Wege
Die Antwort der Antwort desgleichen
Denn du tanzt auf einem Seil
Und er sprach
Weder der Osten ist Osten
Noch der Westen Westen in dir
Denn du tanzt auf einem Seil
Und er sprach
Schliesse deine Augen
Und laufe so schnell du laufen kannst
Denn du tanzt auf einem Seil

Adel Karasholi (Damasco, 1936), da Also sprach Abdulla (A-1-Verlag,1995)

Danza sul filo

E così mi parlò Abdullah
L’ignoto è alla tua destra
E l’ignoto è alla tua sinistra
Perché stai danzando su un filo
E disse
La domanda è d’intralcio per la domanda
Così pure la risposta per la risposta
Perché stai danzando su un filo
E disse
Né l’Oriente è Oriente
Né l’Occidente è Occidente dentro di te
Perché stai danzando su un filo
E disse
Chiudi gli occhi
E corri più veloce che puoi
Perché stai danzando su un filo

Traduzione di Lorenzo Mari