Furono mesi di cometa

furono mesi di cometa
mio padre era ancora in vita
pallido e senza voce
andava e veniva
(andava e veniva)

io restavo coi figli
a guardarla ogni sera
a berne
la luce gassosa con l’anima
– passa ogni
centinaia di anni
illumina pia
grumose distese d’aria morta

non ci saremo credo
dicevo
la prossima volta

 

Roberta Borsani (Rho, 1959), da Il rosaio d’inverno (Fara, 2009)


Io sono sòlo

Io sono sòlo
di vertigine composta.
Incline agli sbalzi,
al circolo lunare.
Devo prima abituarmi
ai tagli del tuo corpo
devo calcolare le cadute,
con la dedizione della sarta
nelle quinte del balletto.

Devi prendermi a mani fredde,
baciarmi quando sono a piedi scalzi
sapere la distanza tra le mie scapole. 

 

Federica Bologna (Rimini, 1995), inedito