Un cuore che non c’era

Un cuore che non c’era
da oggi batte il mio tempo
ordina i giorni in una sola attesa,
nove mesi mi condurranno a te
farai di questo figlio tuo padre,
cosa di mio ti porterai in dote?
Non prenderti gli occhi
sempre troppo aperti sulle cose
che schiantano nervi, cuore,
eterni esordienti alla gioia, come al dolore.

 

Daniele Mencarelli (Roma, 1974) da Figlio (Nottetempo, 2013)


Vprašanje

Ko te zvečer, tik preden zaspim,
vprašam, kdo si
in kdo te je spustil v moj dom,
se nasmehneš.

Sanjam velika vrata,
kakor knjiga se razpirajo
v domovanje.
Slišim tvoj glas,
ki oživlja meni neznane
črke. Z vsem telesom
se naslanjam na platnice,
a pred vrati sem
majhna in šibka.
Kako, majhna in šibka,
ubranim naj tišino?

Prepotena se zbudim
in ti še vedno tu.
Spet vprašam te, kdo si
in kdo te je spustil v moj dom,
a se nasmehneš,

misliš, da govorim v snu.

Domanda

Quando la sera, prima di addormentarmi,
domando chi sei
e chi ti ha lasciato nella mia casa,
sorridi.

Sogno grandi porte,
come un libro si schiudono
nella dimora.
Sento la tua voce
che risveglia in me segni
sconosciuti. Con tutto il corpo
mi appoggio alle copertine
ma di fronte alla porta sono
piccola e debole.
Come, piccola e debole,
posso preservare il silenzio?

Mi risveglio, rivoli di sudore densi,
e tu sei ancora qui.
Di nuovo ti domando chi sei
e chi ti ha lasciato nella mia casa,
ma sorridi,

sta parlando nel sonno, pensi.

 

Miljana Cunta (1976), da Per metà del cielo (Thauma, 2013) – Traduzione di Michele Obit