Sull’albero covano le tortore. È l’ultimo giorno e non è luna piena
Pubblicato: 19 febbraio 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Mariasole Ariot Lascia un commentoSull’albero covano le tortore. È l’ultimo giorno e non è luna piena.
Dentro, il mondo è livido e vago, guardo la scena nascosta dal vetro – se un vetro
può nascondere – ma il fuori discutibile e di strazio ha un foro da cui entrare e
uscire, da fondo a fondo sulla pietra. Ho agganciato le parti con la colla, ne man-
ca una al centro, ad occhio nudo sembra una stelletta. Se le formiche hanno biso-
gno di tagli sui nodi per camminare, il noi si deve separare con un nodo tagliato.
Le grandi voci che hai chiamato verità e poi bugia non sono che mosche nella
testa, un ronzio di fondo inseparabile, un’allucinazione per non dire vita.
La vertigine è questo corpo senza finestre , un lago artificiale ferito da una diga. Se non è
possibile una diga, fa’ che sia ramoscello. Che un lampo fulmini il larice, fa’ che cada.
Mariasole Ariot (Vicenza, 1981), da Anatomie della luce (Aragno, 2017)
sul concetto di nitore bisogna ancora
Pubblicato: 17 febbraio 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Marco Corsi Lascia un commentosul concetto di nitore bisogna ancora
riflettere perché we know what to do
but we do not do, amico mio, perché
la proposta di una vita più gentile
non è modesta, né passibile di lodi:
bisogna almeno che una neve spezzi
la corteccia dura del cardo,
che svuoti di dentro l’amarezza,
la cruda presunzione di reato…
Marco Corsi (1985), da Pronomi personali (Interlinea, 2017)



