Era buffo pensare a dei figli

Era buffo pensare a dei figli
per noi che non ne potevamo avere.
Ma è delle giovani coppie il diritto
di proiettarsi completi di tutto
nel futuro – immaginare una famiglia,
una posizione di rilievo, qualche
successo memorabile, memorie
da snocciolare serenamente.

A noi cui era negato un seguito
tutto questo era impossibile anche
da pensare – mancava il tassello
più importante a completare il quadro.
Il potere eterno di tramandarsi.
La forza che ancora nella Storia.
La fissità stabile di una traccia.

Com’era triste per gli altri non avere, 
concluso il giro della vita, un lascito 
di carne ed ossa, un nome tramandato.
Ma noi, col tempo, imparammo quanto
fosse ben più importante il valore 
di saper srotolare dietro sé la scia
di un commosso, pienissimo niente.

Giovanna Cristina Vivinetto (Siracusa, 1994), inedito


Improvvisamente dal tuo corpo

Improvvisamente dal tuo corpo
brilla la vita desiderata.
Baci e un’ora quasi al buio
quasi senza desideri.
Il piccolo prodigio di un’ora
sembra la forma di me e di te.
Né giusto, né sbagliato. Né profitto
né perdita a baciarti nella giungla.
Ma dietro di te vedo le stelle fisse
dipinte sulla volta del diorama
governare la vita corretta
del nostro pianeta.
Antonio Riccardi (Parma, 1962), da Acquarama e altre poesie d’amore (Garzanti 2009)
– consigliato da Matteo Fantuzzi