staz i one pioggia

dicono sia la morte questo senso
di spossatezza
questa stazione zuppa
di mosche

si dorme quasi sempre
uno sull’altro,
sui corpi fiorisce l’edera di casa
-io lo so che verrete
madre
il nulla ci mangia nella mano
come fosse un cane

Francesco Maria Tipaldi (Nocera Inferiore, 1986), da Traum (Lietocolle, 2014)


In quel momento

Non è vero che l’esperienza del dolore è uguale.
Resta alla fine del giorno,
lungo il crinale della sera, un discorso
aperto, qualcosa che non si può dire.
Lo sappiamo:
chi sa come guarire sa anche uccidere. Ancora:
ciò che è universale
è il vuoto e non il senso. Verità
che valgono per tutti. E su questo
i ministri della consolazione inventeranno
anche per te il linguaggio
dell’esperienza del dolore e del male,
appresteranno il codice entro cui leggerai
l’esperienza di sofferenza che ti aspetta.

Ecco il vero punto omega è questo: quando
mi vedrai morire sarai unica,
separata dagli altri, non sostituibile. Ci allontaneremo
anche per questo, in quel momento. Saremo
una scommessa, punti che si cercano, come
lontani pianeti imprudenti, soli
e persi nel desiderio di solcare i cieli.

Gabriel Del Sarto (1972), da Il grande innocente (Nino Aragno Editore, 2017)