Di chi erano poi queste rose

Di chi erano poi queste rose
che tutti rubano sempre a Dino Campana
le sue, dell’altra, le nostre, le mie?
Siamo sempre di troppo, il più uno
del due e persino dell’uno. Le rose
sono stufe, si capisce, di farsi regalare
eppure sono nostre, io le accetto come un segno
cambio l’acqua con lo zucchero
accorcio il gambo le rivendico sbraitando:
sono mie, mie soltanto!

Maddalena Bergamin (Padova, 1986), da L’ultima volta in Italia (Interlinea, 2017)


sto zitto e penso

a chi improvvisamente cade e si rompe
a chi serve un dio per paura di spaccare sé stesso conoscendosi
a chi come me apre la catena
e mette     non per cristo ma per etica
la sua vita alla mano
di quelli che gli altri definiscono ultimi

Anna Maria Farabbi (Perugia, 1959), da La casa degli scemi (LietoColle – Pordenonelegge, 2017)