Mulinuccio
Pubblicato: 2 ottobre 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Pietro Cardelli Lascia un commentoI piloni altissimi, incombenti, strati
di cemento e blocchi, uno sopra l’altro,
a costruire strutture ruvide, inattaccabili
e le faglie che si aprono sono memorie
sono solchi nella pelle, quando
non c’era più niente da fare e dall’alto
li vedevi che precipitavano “Fermatevi
un momento, aspettatemi, vi prego” e loro
non aspettavano, non potevano.
Eccoli per terra che ti guardano.
Così gli anni passano lenti
sono scorati come i volti, nodosi:
la moglie che ti caccia di casa, esausta
i vicini stizziti, l’arancio, l’arancio
in ogni spostamento e la vertigine
purissima.
Sopra c’è tutta una velocità diversa,
c’è un trangugiare i chilometri. Si sentono
esplosioni, camion pesantissimi, e
anche quando si capiscono i perché
(eccola la ragione, eccolo il suo sgranocchiare)
non per questo non c’è napalm e baratri
profondi: c’è quiete, ma è indifferenza,
e anche il fiume , l’oltrefiume, la Lora
sono sommersi, si abbandonano al flusso.
Guardaci qua sotto, guarda noi
che non ti vediamo tanto sei alto,
consegnaci qualche parola, abbi pietà
se ridiamo; non vogliamo recarti dolore,
un gesto, un segno, è abbastanza, poi
ce ne andiamo, lo prometto, perdonaci.
Pietro Cardelli (Borgo San Lorenzo, 1994), da Quattordicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos Y Marcos, 2019)
Periplo
Pubblicato: 1 ottobre 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Lino Roncali Lascia un commentoBisogna prima attraversare il palcoscenico
di un campiello polveroso messo sghembo
con due case rosse a far da quinta e una curva
per funamboli provetti
un passaggio obbligato
una dogana dove lasciare il pegno
del tuo irrompere maldestro in quell’eden d’acqua
luce riflessa e orizzonti sconfinati.
ti spetta ora una strada stretta fra due rive
che corre tutto intorno alle barene e anche oltre
dove non credi sia più possibile arrivare
una strada piana talvolta solo un sentierino
che ti porta dove lei vuole e non c’è mai meta
un luogo definitivo in cui sostare
rallenti allora e guardi indietro
-magari con un poco di apprensione-
la strada fatta e la distanza
da ciò che hai avuto cuore di lasciare
solo due case laggiù due tetti grigi
che appena si lasciano scoprire
sopra il contorno di due aironi in volo
il resto è tutta laguna e il suo cielo orizzontale
e così sai che qui ogni cosa torna
ed è forse il momento di rientrare.
Lino Roncali (1949), Lio Piccolo (Lietocolle, 2019)



