Porta qui a Genova il mio risveglio
Pubblicato: 11 marzo 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Mario De Santis Lascia un commentoPorta qui a Genova il mio risveglio
direzioni interrotte, impossibile entrare
ma non vuole dire per sempre – ovunque
io vada è solo a passo d’uomo l’andatura.
Con bocca piena d’aria e distruzioni,
riconosco il giorno tra i passanti.
Penso all’improvviso alla sua gola di notte
e alle mie mani, agli occhi e a quella calma –
la trasparenza che imprigiona quelli miei
il veleno che ci confonde la memoria
tra il male fatto e il male inascoltato.
Adesso non c’è più il mio nome
sulla porta di nessuna casa;
il piede che affonda nella sabbia
è solo quello di un corpo immobile.
Il delitto che ho commesso è cancellato
sono diventato come tutti, vita che non finisce
perso di fronte a muri senza targa,
le vie di notte dove Genova scompare:
città come parete senza appigli
bianca di pace e di sgomento.
Sono io, mi cerco per trovare
un punto di riposo, qualcosa di invisibile
un muro cieco, nuovamente.
Mario De Santis (Roma, 1964), da La polvere nell’acqua (Crocetti, 2002)
Che sperpero questa quotidianità
Pubblicato: 9 marzo 2019 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Silvia Rosa Lascia un commentoChe sperpero questa quotidianità
svuotata di tenerezze, nudo
sasso che ci rimbalza contro, sguardo
d’orizzonte addomesticato asciutto
(e io che costruivo
geometrie golose di parole
per rendere meno scialbo
il battito meccanico
della lingua contro i denti,
al modo dei bambini
provavo il gioco ripetuto
‒ serio ‒ di stringersi
ancora e sempre come se
non ci fosse un seguito)
che sperpero la morte bianca muta
da un giorno all’altro identico di piccole
lucciole di felicità intermittenti, schiacciate
al buio di un tempo così distratto che
persino la banalità del niente
avrebbe forse un sapore meno gretto.
Silvia Rosa (Torino, 1976), da Tempo di riserva (Ladolfi editore, 2018)



