Due poco più in là parlano piano
Pubblicato: 17 dicembre 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Antonio Riccardi Lascia un commentoDue poco più in là parlano piano
di qualcuno e di certe procedure
amorose non sempre così sincere.
“Scommetto che lei è molto carina
e adesso è a casa che lo aspetta”
gli dice sfiorandosi il décolleté
perché lui non ha dimentichi.
“E allora perché lui è qui da solo
a quest’ora di notte?”, le risponde
sfiorandola senza toccare.
“Forse perché il peccato per lei
è solo in famiglia e non sa
cosa lui vorrebbe davvero da lei”
per dirgli: sono io quella che vuoi.
“Forse è lui che non sa cosa vuole”
le dice sfiorando il ghiaccio
che lo spilla e l’orlo del bicchiere.
“Invece lo sa, ma lui è fatto così
e forse anche lei è fatta così”.
Intanto vibrano sospese sulla festa
tra le scosse dell’attesa.
Antonio Riccardi (Parma, 1962), da Tormenti della cattività (Garzanti, 2018)
Gli uranici
Pubblicato: 15 dicembre 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Alberto Pellegatta 2 commentiGli Uranici sono una popolazione dedita alla pastorizia e allo studio della termodinamica. Non usano le doppie ma nelle loro mani è possibile osservare diversi elementi lucidi – pezzi di strumenti musicali. Il panorama, impulsivo e orbitale, è rallentato dal laborioso accumulo del colore. Pur differenziandosi in maschi e femmine, dimostrano propensione al canto. Si dice che alcuni, ben sviluppati nel corpo e spesso sognatori, abbiamo vissuto sotto copertura sulla Terra.
Questi esseri intermedi (tra angeli e uomini) sono esperti di ingranaggi – allo stesso modo il tempo propaga nelle tubature e nella grammatica, quando l’amaro delle medicine insegue gli insetti notturni. Si aggiungano gli indispensabili rigonfiamenti e un nero coprente si annuvolerà sul manuale d’istruzioni.
Segue molta rotondità.
Pellegatta Alberto (Milano, 1978), inedito



