“Solo compenso a questa perdita / non ti sia dato conoscere i limiti precisi / di ciò che hai perso”
Pubblicato: 27 aprile 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Milo De Angelis Lascia un commento“Sta zitto. Tu parli solo per dimenticare.”
Ma non c’erano muri
e le frasi scomparivano insieme al vento.
“Lo sai, il mio nome
significa: io sono cambiata”
e poi non c’è silenzio, dice, se uno si accorge,
non c’è amore
alla fine di un ricordo.
È scomparsa l’ombra delle case
in questo esterno di autocarri e di calce
e lo spazio è troppo
perché le parole siano lì.
“Non l’hai inventata tu, la gioia, non sei
abbastanza intelligente… tu che ti disperi
perché ciò che fai diventa…”
E questi alberi, sempre più radi
le grandi strade a nord della città
la nebbia che sta coprendo tutto, i passi
“ma così non potrai a lungo…”
e le mani sono umide, come l’erba, oltre la strada
e ferme, non si toccano, non saranno mai
sentimentali.
“Non hai fatto che perdere tempo. Parti,
una volta tanto,
da quello che ti resta.”
Milo De Angelis (Milano, 1951), da Somiglianze (Guanda, 1976)
Càmion
Pubblicato: 26 aprile 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Claudio Grisancich Lascia un commentoEl càmion iera grando
bel come un treno
bel dei odori de nafta
grando
come un monte che ‘ndava dapertuto
co voleva mio pare
el ‘ndava oltra i monti el mar
e la marina
oltra la vita
mi sognavo
che ‘l me vegniva incontro
traverso la polvere scura de la note
co’ fari spalancai
giusto a salvarme.
Claudio Grisancich (Trieste, 1939), da Crature del pianzer crature del rider (Trieste 1989.)
Camion
Il camion era grande
bello come un treno
bello degli odori di nafta
grande
come un monte che andava
dappertutto
quando voleva mio padre
andava oltre i monti e il mare
e la marina
oltre la vita
io sognavo
che mi veniva incontro
attraverso la polvere scura
della notte
coi fari spalancati
giusto per salvarmi.



