Era la percezione estranea

Era la percezione estranea
di avere di fronte una zona estrema
di gioia,
ma di non potervi accedere.

Così il paesaggio ammirato
dava un impulso frequente,
che respingeva l’infinito.

Così ogni fossa del corpo
evocava la fossa comune.

Cesare Viviani (Siena, 1947), da Credere all’invisibile (Einaudi, 2009)


Dove il fitto bosco

Dove il fitto bosco
scendeva con avvallamento profondo
verso un luogo nascosto
a un tratto gigantesco,
appariva mutato l’aspetto degli alberi
in quel punto
prendeva nome di orrido.

Giampiero Neri (Erba, 1927), Dallo stesso luogo (Mondadori, 1992)