Avere questa memoria labile 

Avere questa memoria labile
e il caro mondo ridotto al minimo
è un orizzonte d’acqua
e terre piatte
che sembra non avere confine.

La libagione celebra
l’irreversibile
e il suo resto, lo spreco d’un sacrificio
lungo il soffio di un respiro
sono queste terre emerse dal mare.

Amilcare Caselli (San Benedetto del Tronto, 1961) da La città santa (Sigismundus, 2017)


Eccovi ancora

Eccovi ancora.

Ecco l’accusa: il muro,
la strada, il glicine, brillano
negli occhi di qualcuno.
Io. Uno.
E uno è troppo poco.
È niente. È il suo rimorso.

Invece voi – là, tranquilli:
siete i milioni, gli infiniti.

Chi potrebbe scampare ai vostri inviti,
ai vostri giochi? Sì, eccomi.

Forza coi quattro cantoni, la mosca cieca.
Via con la musica.
Pronti col ballo dell’orso.

Umberto Fiori (Sarzana, 1949), da Voi (Mondadori, 2009)