Eccovi ancora

Eccovi ancora.

Ecco l’accusa: il muro,
la strada, il glicine, brillano
negli occhi di qualcuno.
Io. Uno.
E uno è troppo poco.
È niente. È il suo rimorso.

Invece voi – là, tranquilli:
siete i milioni, gli infiniti.

Chi potrebbe scampare ai vostri inviti,
ai vostri giochi? Sì, eccomi.

Forza coi quattro cantoni, la mosca cieca.
Via con la musica.
Pronti col ballo dell’orso.

Umberto Fiori (Sarzana, 1949), da Voi (Mondadori, 2009)

 

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