Dopo pranzo la città ci respinge

Dopo pranzo la città ci respinge
abbassa le serrande, si mostra
fatta di spigoli e anche, spaventosa
e bianca. Poi tutto affonda in un’acqua
un po’ mossa, le luci si accendono
prima del buio come candele
in una chiesa a mezzogiorno, cani
vigilano dietro i cancelli
mentre i padroni rimangono in casa.

Un cane abbaia. Qualcuno si allontana.
Andrea Accardi (Cagliari, 1984) da Nosferatu non esiste (di prossima pubblicazione)

– consigliato da Antonio Lanza


Autunno. Tu non mi hai più

Autunno. Tu non mi hai più 
che leggo Omero nella stanza accanto: 
poche scoperte da riproporti a tavola.

E nemmeno mi hai più scritto, 
da quel lontano che dicesti – A presto.

Ti resto referente immaginaria 
di quelle novità che invecchieranno 
non condivise.                        

    Mi rinventi il viso 
dandomi la faccia dell’ascolto.

Giulia Martini (Pistoia, 1993), da Coppie minime (Interno Poesia, 2018)

– Consigliato da Jacopo Ramonda.