Perché tardi? Da sempre sono qui

Perché tardi? Da sempre sono qui,
o così sembra alle mie dita inquiete
che tormentano le tasche
del vecchio impermeabile. È giorno fatto.

L’oscura primavera smuove appena
l’acqua del lago attento.
Nulla finisce, o tutto, se immobile
decido di non esserci.

Alida Airaghi (Verona, 1953), da Omaggi (Einaudi, 2017)


Svuotare le parole

Svuotare le parole,
far tacere le voci.
Arrivare al punto
in cui si resta muti,
nel mondo, e sperduti.
Quando ci si scopre feroci
con se stessi,
e si tocca il fondo.

Alida Airaghi (Verona, 1953), da Il silenzio e le voci (Nomos, 2011)


Penelope

Non per lui,
lontano e indifferente
a quanto altro non fosse la sua casa
(i muri, intendo, suppellettili
che sapevo
impaziente di un caldo viziato:
il mio corpo è vecchio, gli occhi
ormai duri.
Ma io,
io per la tela stessa lavoravo.
Lei sola, in tutta Itaca,
aspettava la mia mano.

Alida Airaghi (Verona, 1953), da Nuovi poeti italiani 3 (Einaudi, 1984)