Singuri

Mă uit la ei şi mă mir
Cât sunt de singuri.
Şi cât de vinovaţi sunt
Că sunt singuri.
Mă uit la ei îndelung
Şi mă întreb –
Câtă singurătate
Este în stare să îndure fiecare,
Înainte să moară de singurătate?
Dar după?

Ana Blandiana (Timişoara, 1942), da La mia patria A4 (Aracne, 2015)

Li guardo e mi stupisco
Di quanto siano soli.
E di quanto siano colpevoli
Di essere soli.
Li guardo a lungo
E mi domando:
Quanta solitudine
E’ in grado di sopportare ognuno
Prima di morire di solitudine?
E poi?

(Traduzione di Mauro Barindi)

 

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All’alba

All’alba,
quando l’aria della notte
si ritira silenziosa
nell’emisfero della nostalgia,
il calice minuscolo del fiore
trasale diffondendo
un suono fondo,
vibrante come un gemito di cattedrale,
simile all’echeggiare della più assordante
campana;
peccato
che il nostro orecchio non è fatto per udirlo
e nessuno mai ci dice
per chi rintoccano
le campane dei fiori.

Ana Blandiana (Timișoara, 1942), da Un tempo gli alberi avevano occhi (Donzelli editore, 2004)


Definizione

Essere foglia
e obbligata
a comportarsi
come tutte le foglie,
pur capendo
e perfino potendo
essere in tutto e per tutto
altro:
ma da ciò
– a sorpresa –
non trarre la conclusione
che tu sei altro dalle foglie,
ma che loro, le foglie,
sono altro da sé.
Ecco una definizione.

Ana Blandiana (Timișoara, 1942) da Un tempo gli alberi avevano occhi (Donzelli editore, 2004)