a Sofia 19,11,1993 / la poesia alle elementari
Pubblicato: 30 marzo 2015 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Antonella Anedda Lascia un commentoDavvero come adesso, l’ulivo sul balcone
il vento che trasmuta le nubi. Oltre il secolo
nelle sere a venire quando né tu né io ci saremo
quando gli anni saranno rami
per spingere qualcosa senza meta
nelle sere in cui altri
si guarderanno come oggi
nel sonno – nel buio
come calchi di vulcano curvi nella cenere bianca.
Piego il lenzuolo, spengo l’ultima luce.
Lascio che le tue tempie battano piano le coperte
che si genufletta la notte
sul tuo veloce novembre.
Antonella Anedda (Roma, 1958), da Notti di pace occidentale (Donzelli, 1999)
So con esattezza cosa sogno
Pubblicato: 7 gennaio 2015 Archiviato in: I poeti sono vivi | Tags: Antonella Anedda Lascia un commentoSo con esattezza cosa sogno:
una voce dal petto – solo mia –
con il do di ogni canto d’inizio
ciò che per lingua spenta
chiamiamo morte e suo timore.
Al buio ci si abitua
quanto più si accantona il conforto della luce
quando si impara che l’uno
è la sponda secca dell’altra
ai lati di uno stesso fiume.
Conosco quel tipo di coraggio: dimenticare la stella
la candela il calore del giorno
farne a meno – amandoli in silenzio –
in un meno uguale alla marea
che si abbassa conservando i confini
l’orma delle barche la sabbia-arata del mare.
Si batte la fronte
– la notte come un muro.
Nel bruciore
si stringe una diversa luce
quel fulgore privo di memoria
che qualche volta cinge
ciò che per suono muto – ancora – non ha nome.
Antonella Anedda (Roma, 1955) da Notti di pace occidentale (Donzelli, 2001)



