Accade come in volo

Accade come in volo
l’età più sanguinaria, colorata
per una prima volta:
chi si fa lieve togliendosi il peso,
chi si perde nel denso labirinto
per non fare, per non essere.
La costruzione di una vita ha base
su quella sabbia spruzzata di lacrime
senza scienza, innocenti
davanti a tutto ciò
che non ha nome ancora che per gioco,
poi per sempre la spina di una vita
via da quegli anni brevi, di stupore.

Daniele Piccini (Città di Castello, 1072), da Terra dei voti (Crocetti, 2003)

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Figlio mio, tu ripeti le giocate

“Figlio mio, tu ripeti le giocate
quando il pallone è lontano, riprovi
il gioco quando ormai è stato e triti
con lacrime infantili la gaiezza
di una breve partita.
Provi e riprovi il passo che hai sbagliato,
il tiro fuori tempo,
il lancio troppo teso.
Così vivrai, più tardi. E io vorrei
che tu ti liberassi di paura,
che è l’unico avversario. Ciò che hai fatto
non sia per te la pietra, ma la rosa:
per l’unica occasione, non temere”.

Daniele Piccini (Città di Castello, 1972), da Regni (Manni, 2017)