Figlio mio, tu ripeti le giocate

“Figlio mio, tu ripeti le giocate
quando il pallone è lontano, riprovi
il gioco quando ormai è stato e triti
con lacrime infantili la gaiezza
di una breve partita.
Provi e riprovi il passo che hai sbagliato,
il tiro fuori tempo,
il lancio troppo teso.
Così vivrai, più tardi. E io vorrei
che tu ti liberassi di paura,
che è l’unico avversario. Ciò che hai fatto
non sia per te la pietra, ma la rosa:
per l’unica occasione, non temere”.

Daniele Piccini (Città di Castello, 1972), da Regni (Manni, 2017)

 

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