Traballano le cimase se non si apre la porta

Traballano le cimase se non si apre la porta:
sei un tamburo contro la testa
ma ancora più bello, più duro
della pioggia assassina che mi sfalda il cervello.
Ti fai sentire specie verso le quattro del pomeriggio
e mi vivisezioni il plesso solare
con offerte di acqua e zucchero che straziano
il tendere a, il moto a luogo.
Non posso dimenticarti, semplicemente:
io, vedi, ho dentro grumi, densità insolubili
e tu sei il sale che mi sbrina l’anima.

Laura Di Corcia (Mendrisio, 1982), da Epica dello spreco (Edizioni Dot.com, 2015)

 

 

 

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