Dritta, a piedi inchiodati

Dritta, a piedi inchiodati
attendo la luna.
Per un ennesimo affondo
similitudine e protervia
– scacco agli uomini che non capiscono –
solstizio di una stagione trafugata
dove il silenzio, migliore interprete del senno,
è impercettibile, a volte,
e dove le cicatrici disseminate lungo il cammino
diventano terra fertile per l’innocenza.
Dritta, a piedi inchiodati
attendo la luna.

Ludovica Cantarutti (Udine), da Fuga dalla memoria d’agosto (Biblioteca Cominiana, 1988)


Cosmo

Cosmo saturo
di persiane aperte
a tutti i caos
vestìti da giubileo:
dimenticami!

Ludovica Cantarutti (Udine), da Fuga dalla memoria d’agosto (Biblioteca Cominiana, 1988)


Noi lasciamo / la poesia alle elementari

Noi lasciamo
al mago dei sogni
scegliere
il futuro dei giorni
e svelare
dal suo celeste cappello
colombe e rose
trasformarsi in parole
che pur se ancora
senza suono
travolgono il silenzio
oltre la sera.

(21 settembre 1995)

 

Ludovica Cantarutti (Udine), da Antologia (Samuele Editore, 2009)