Non c’è più spazio per silenzi e dialoghi

Non c’è più spazio per silenzi e dialoghi
tra la vita e le pagine,
non c’è più tempo per le parole e il vino
chiari in un prato folto, sul gradino
gotico di una chiesa nella notte,
per un vago capirsi e non capirsi.
La fantasia è una realtà sfregiata,
l’amore un bisogno di umiliare.
Perfette la scissione, le metà:
da adesso vivere è solo ingannare,
da adesso scrivere è solo confessare.

Matteo Marchesini (Castelfranco Emilia, 1979), da Cronaca senza storia (Elliot, 2016)

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Secondo amore

In questa nuova casa notte e giorno
non ci illudono mai: questo è un ritorno
di due di rame o di pietra o di legno.
La tavola, il letto sono un segno.

Non parlare. O parla. (Parleranno).

Si sopravvive facili a se stessi.
Ci si regala come abiti smessi
a miserabili che hanno la nostra faccia.
E ogni gesto intorbida la traccia.

Ma ridicole smanie, atti di sangue? (Poesie. Si abitueranno).

Matteo Marchesini (Castelfranco Emilia, 1979), da Cronaca senza storia. Poesie 1999-2015 (Elliot, 2016)


Tutto il mio pensare è nel guardarti

Tutto il mio pensare è nel guardarti:
le mani aperte in crepe come zolle
di una terra assetata, la vergogna
che cuce ruvida una gioia folle
sugli occhi asciutti, ai piedi scalpitanti,
tra le cieche fessure dove i lutti
si avvinghiano a una sempre nuova nascita.
Ma ottuso e sterile il mio corpo al tuo
riannoda il mezzogiorno: entrambi sanno
che cresce l’euforia sullo sgomento.

Tutto il tuo guardare è nel pensarmi
vivo e morto in un unico momento.

Matteo Marchesini (Castelfranco Emilia, 1979) da Marcia nuziale (Scheiwiller, 2009)