Presa di servizio

Arrivo all’ora in cui si cena nel paese.
Per raggiungere la stanza di questi giorni
è necessario attraversare il grande atrio
vuoto di poche persone, attardarsi forse
a considerare strade e passaggi
che di fronte al noleggio convergono
nell’unica piazza, come dita in un palmo
e camminare circa la metà di un’ora
piuttosto soli nella notte scura
lasciato il mondo immobile alle spalle
in attesa di niente, scena muta.

Raimondo Iemma (Torino, 1982), da Una formazione musicale (Le Voci della Luna, 2013)

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Interpretando Mirko Vucinic

Il cielo di San Siro brulicava
di nuvoloni neri e azzurri che
formavano i colori di una squadra
detta Internazionale Football Club.

Quell’anno attaccante titolare
stentava a ritrovare la sua vena
e la difesa aveva il suo da fare
ed il portiere, poi, faceva pena.

Quest’inter la mia frangia regolò
con segnature di ottima fattura
e il pubblico di casa s’inchinò
al mio cospetto e alla mia testa dura.

Io ribadendo in rete quel pallone
la porta del futuro spalancai
nel cuore fu la gioia, l’emozione
quel campionato non perdemmo mai.

Raimondo Iemma (Torino, 1982), da Una formazione musicale (Le Voci della Luna, 2014)


Quando cade un governo

Quando cade un governo
nessuno scrive una poesia.
Stanno tutti di fronte alla televisione
a sentire a che ora il Presidente
ha rassegnato le dimissioni.
È stato all’incirca alle Otto di sera
una sera di pioggia romana.
Le sirene delle auto blu giravano mute
sui ciottoli umidi dei piazzale
di fronte al Quirinale. Aspettavano.
Nella sala stampa allo stesso modo si aspettava.
Quando cade un governo
una formula politica perché,
a livello puramente amministrativo,
rimane in carica per sbrigare gli affari correnti.

Raimondo Iemma  (Torino, 1982), da Luglio (Lampi di Stampa, 2007)