La scuola è finita. Arrivederci al prossimo anno!

I poeti si prendono una pausa lunga un’estate.

Ci saranno lavori in corso per continuare il progetto a settembre con alcune novità.

Nel frattempo potete andare a rivedere le poesie che vi siete persi.

ipoetisonovivi.com quest’anno hanno avuto 63487 visualizzazioni da 70 Paesi di ogni continente.

Arrivederci al prossimo anno scolastico, quando i poeti torneranno a darvi il buongiorno.


Mentre i ragazzi fanno il tema

Mentre i ragazzi fanno il tema
e le loro teste sono chine sul foglio
la stanza della classe riposa quieta
e brilla come una luce intorno ai loro capi.
Io li guardo, e la loro forza mi punge
– una ragazza è venuta a chiedermi una cosa
e nei suoi occhi celesti sprofondo –,
alcune delle fanciulle sono meno belle
ma nei loro tratti rivedo la gloria
delle donne latine,
i modi augusti e i lineamenti noti
– penso a giovani donne prenestine, antichissime,
ornate di monili, eleganti,
e a povere fanciulle, a contadine a pastore
dei secoli più bui –e anche i ragazzi, quanta gloria sui loro capi.

Claudio Damiani (San Giovanni Rotondo, 1957), da Poesie 1984-201o (Fazi Editore, 2010)

 


Con la costanza degli insetti

Con la costanza degli insetti
torniamo contro questa
luce che non si apre, che ci spezza

quanto ancora busseremo
al vetro che  divide
l’ossigeno dal cuore?

Franca Mancinelli (Fano, 1981), da Pasta madre (Aragno, 2013)


Questo è tutto

Questo è tutto
per ora
in questo momento
è come se
fossimo già
invece siamo
appena
e ciò che è
più strano è
che uno non se
lo immagina bene
dove potrebbe
essere arrivata
la lunga attraversata

Nanni Balestrini (Milano, 1935), da Antologica. Poesie 1958-2010 (Mondadori, 2013)


Neuronales Netz

Denk dir einen Baobab-Baum,
riesenhaft reich verzweigt,
und bevölkere ihn, in Gedanken,
mit abertausend winzigen Affen;
stell dir vor, wie sie klettern,
baumeln, wie sie sich, aneinander-
geklammert, hangeln von Ast zu Ast;
bis sie sich fallen lassen,
verhoffen, sich paaren, dösen –
denk es, o armer Denker!

Dann wieder springen sie,
rasend behende, wimmeln elektrisch,
taumeln und stürzen ab;
oder sie sitzen da, einfach so,
schlaff, und kratzen sich träumerisch,
bis zur nächsten Attacke. – Weh dem,
der all das beschreiben wollte!

Lach, erschrick, wundere dich,
doch hör auf, bevor du verrückt wirst,
über das Nachdenken nachzudenken. 

 

Hans Magnus Enzensberger (Kaufbeuren, 1929), da Chiosco (Einaudi, 2013)

 

Pensa a un albero di baobab,
un gigante tutto rami,
e popolalo, mentalmente,
di migliaia di piccolissime scimmie;
immaginati come s’arrampicano.
spenzolano, come, aggrappate fra loro,
s’agganciano di ramo in ramo;
finché non si lasciano cadere,
fiutano il vento, s’accoppiano, sonnecchiano –
pensa, o povero pensatore!

Poi di nuovo saltano,
con folle rapidità, schizzano come scintille,
caracollano e precipitano;
o stanno lì buone, così,
fiacche, trasognate, a grattarsi,
fino al prossimo attacco. – Guai a chi
volesse descrivere tutto ciò!

Ridi, spaventati, stupisciti,
ma smetti, prima di diventare pazzo,
di stare lì a pensare sul pensare.

 


Il testimone

Tutto è nelle parole.
Quello che dici ti giudica, leggilo
tra le pieghe delle mani, tra queste pietre.
Un altro sei adesso. Devi rispondere,
promettere di dire la verità
e non tacere nulla
di quanto è a tua conoscenza.
Questa è la formula: nient’altro,
il sasso che precipita ora
prende la forma di un giudizio,
di un verdetto,
da dove risaliremo –
fino a prova contraria.

Corrado Benigni (Bergamo, 1975), Tribunale della mente (Interlinea, 2012)

 


C’è speranza solo che adesso è tardi

C’è speranza solo che adesso è tardi
e i fili sono tutti tirati
e la lana non si indossa più.

La primavera che cresce,
la mia casa è una foresta di ragioni.

Luca Minola (Bergamo, 1985), da Il sentimento dei vitelli (Edb Edizioni, 2012)