Notte di San Silvestro

Che dire di questi istanti rimasti
Qualcuno, dopo frutta e caffè
s’appresta ancora dal balcone a combattere,
con i mortaretti, l’elmetto dello champagne
e i cuscini come sacchi di sabbia

Ma senza trincee si scava solo
l’anima dentro, nel profondo dove
permane lo stato di guerra

Come nubi stiamo andando,
traversando crune di questi cieli
imperfetti

Ciò che rimane da fare:
stendersi a letto come se più sangue
in testa potesse diluire i pensieri

Spegnere la luce del soffitto

E accendere il buio

 

Nino Iacovella (Guardiagrele, 1968), da Latitudini delle braccia (deComporre Edizioni, 2013)

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