L’ultimo giorno

Non c’è niente da fare l’ultimo
giorno, guardare soltanto
la scala quaranta e fuori i tornei
sui campi sintetici, ovunque nachos
con Coca e sfogliatine, la pelle
già moka per i soli in piscina, noi e loro
come ebbri in attesa del suono
che arriva e libera tutti.

Ma in sala insegnanti sempre scopri
la prof che rimane più del tempo:
lega i compiti con le fascette
e sbarra con la biro i registri.
Troverà, uscendo, le strade più sgombre,
più duro, a casa, il pane in cassetta.

Francesco Targhetta (Treviso, 1980), inedito

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