invidierai l’aria che rimane

invidierai l’aria che rimane
sospesa oppure immersa
là dentro agli alberi, nella pianura
sarai il battito chiuso di quei polsi
in stagioni di luce elettrica,
lo sguardo che gratta la vernice
e segna la sua nascita e il suo amore;
ma prima che squilli la porta e torni
lo stormire di tv senza canale
formicolando grigia come il mondo
visto dalle astronavi dei non nati
tu decrepita per molta ingenuità
sillabando con fatica
con la mano destra stretta
avrai ancora una parola
calda al ferro della cella.

Franca Mancinelli (Fano, 1981), da Mala kruna (Manni, 2007)

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