Mi dice che è felice, più o meno


Mi dice che è felice, più o meno,
e io non gli credo perché è adulto
intelligente e senza dio.
Me lo ripete e quasi mi convince
perché non lo vuole dimostrare e resta calmo.

Non sei felice, né più né meno,
dico io mentre circola
tra noi un affetto straordinariamente vero,
ma sei forte della forza che serve,
né stoica né lisergica:
avresti molto da opporre
alle diffamazioni della sorte
ma non credi ai discorsi
che prevedano esempi.

La felicità, dopo molto cercare,
ti appare la forma
meno volgare, cioè più autentica,
di eleganza.
però, in fondo, sai che ti sorregge
soltanto la tua docile forza.

Sorride mentre ribatte
che se è forte
è forte in quanto felice
e che io non posso capirlo.
Sorrido anch’io, per finirla,
per rimanere vicini e perché è giusto.
Distruggo l’arsenale di dubbi
che saprei scaraventargli contro,
e sento anch’io per questo
crescermi dentro un po’ di forza.

Paolo Maccari (Colle di Val d’Elsa, 1975), da Fermate (Elliot, 2017)

 

 

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