epoca del toro

mangia i funghi, dimentica,
dimentica
sillaba per sillaba di lingua,
quello che è lei,
quello che viene
dal dentro della scatola,
ti calpestano i tori
bianchissimi, e te ne andrai
cavalcando un toro

spiriti animali
in ogni tua apparecchiatura,
spirito animale
è la card, registra
ogni tuo mondo,
adesso sai
parlare con la scatola

dorso del toro, tienti
con le mani nel
traversare il mare,
ti leva il toro più rapidamente
di ogni lingua e movimento
umano

e il toro è colore
della scatola è servitore
di lei, saprà
la strada indietro ti
segnerà con uno squarcio
nella coscia ti
sbaverà saliva

addosso (dorso nero
del toro che copre
l’orizzonte nero) sei
coperto dalle zampe,
fanno
fondamenta di città

qui ti fermi, qui
ha deciso il toro, da qui
il tuo viaggio
riprenderà più tardi

stanotte dormi
sotto una yurta e nel fiato
del toro, hai
protezione,
totem

ti mettono a mangiare
erba da un quadrato di plastica,
dove cresce sempre erba

stanno ai tamburi,
di notte sei chiuso nella scatola – lei
e non vedi che buio

non è più la scatola
ma mentre dormi ti sembra,
sei compreso
nel buio,
nella forma del toro

il toro è mondo,
bestia fatta mondo,
ti rovescerai tra le
sue zampe nere

o toro bianco contro
questo toro, è
guerra

Laura Pugno (Roma, 1970), da il colore oro (Le Lettere, 2007)

 

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