L

È la lettera del librarsi e liberarsi, della lucidità davanti al dolore.
È il liquido allontanarsi del linguaggio verso la lingua  dei folli
che ci slega.
È la lettera letta lentamente dall’inizio alla fine.

Antonella Anedda (Roma, 1955), da Il catalogo della gioia (Donzelli, 2003)

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