La stanza è vuota

La stanza è vuota.
Il corpo diminuito nella sera.
Il viso nel vetro del lenzuolo.

Due mele sopra il tavolo scintillano.
Parlano mitemente
la loro lingua di sfere.

Correte nuvole alla notte
fatela entrare nel vestito appeso
che lo scuota come se avesse i seni

nuvole infittitevi a buio. Raffiche
trasformatela in fretta.

Antonella Anedda (Roma, 1955), in Dal balcone del corpo (Mondadori, 2007).


N 6

Le panchine sventrate, i pali della luce, le strade con le buche,
in fondo a tutta questa colla, a questo sapiente magma,
leggo con trasporto l’oroscopo: mi fido ciecamente.

Mi interrogo sulla vita dei moscerini, sull’intelligenza
smisurata delle piante, la gente è stanca – dice.
Il rialzo di venti centesimi delle sigarette
è di certo l’evento più cruciale della gionata.

Allora alzo lo sguardo verso un cartellone:
l’imperdibile volo per raggiungere teneri tropici.
Il sangue circola in eccesso, non vedo l’ ora
di esser sparato in pieno centro.

Augusto Ficele (Terlizzi, 1992), da Planetaria. 27 poeti del mondo nati dopo il 1985 (Taut, 2020)