Lei sapeva del silenzio che sarebbe venuto poi

Lei sapeva del silenzio che sarebbe venuto poi
per questo gli chiedeva “abbassa la voce”
pensava che se le parole si fossero fatte
simili al silenzio la loro assenza sarebbe stata
più lieve come un bisbigliare oltre una porta chiusa
o come qualcuno che senti muoversi nella, stanza accanto.

“Cambia tono” diceva a lei lui che non capiva,
e confuso rallentava il passo, cercava un riparo
da quell’estate improvvisa, dall’assalto dell’inatteso.
Ma fu in quella luce stinta che cominciò a sentire
che le cose a volte implodono, senza implorare altro,
e tornano in se stesse e stanno affini al silenzio.
Così cedette e abbassò la voce tanto che tacque.

Lucianna Argentino (Roma, 1962), da Diario inverso (Manni, 2006)


Sensazioni negative

La vita è piena di sensazioni negative
cose che bisogna fare per forza
alzarsi presto la mattina
lavarsi la fronte con acqua gelida
il prurito della maglia di lana
l’ansia di dover fare tutto
di corsa, l’odore del proprio sudore
la nausea, qualcuno che chiama
nella pausa di studio o di lavoro
il cielo cupo e minaccioso
di domenica, rientrare di notte senza
trovare le chiavi nella tasca
sentirsi a disagio in mezzo a estranei
non aver voglia di salutare
i propri cari, ma andarci lo stesso
guardare spesso l’orologio, non prendere
sonno, aver mal di testa
sentirsi inutili e senza un soldo
fortunatamente sono sensazioni passeggere
l’importante è non darci importanza
negare l’evidenza.

Matteo Zattoni (Forlimpopoli, 1980), da L’estraneo bilanciato (Stampa, 2009)