Tornami il senso semplice dell’accadere

Tornami il senso semplice dell’accadere
quella sostanza che innerva le cose
nel loro divenire, il tramonto estenuato
che chiude il giorno festivo, la lingua muta
degli insetti, i confini permeabili
entro cui abitiamo, l’idea di andare,
un giorno, più lontano. Era questo?

Oggi le parole se le mangia al vento
lo sguardo si perde nell’abisso
il gesto rimane incompiuto
e ce ne stiamo, scarnificati,
nel duro silenzio che ci avvolge.

Giovanna Rosadini (Genova, 1963), da Fioriture capovolte (Einaudi, 2018)


Tremo

Tremo.

E il suo anagramma esplode
nei luccichii del ghiaccio
come l’acqua sull’acqua cade.

Ingigantisce gennaio nei parcheggi

le auto coperte di brina sono i sarcofagi
per chi chiede al fuggire l’opaca
rifrangenza ai propri destini costretti
in mura trasparenti di vetro e silenzio.

Fabio Franzin (Milano, 1963), da Margini e rive (Città Nuova, 2012)