perché sono arrivati e ci chiamano
Pubblicato: 2 novembre 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Italo Testa Lascia un commentoperché sono arrivati e ci chiamano
dalle cascine sparse nella neve
e nel dicembre luminoso affondano
dietro le quinte mobili del giorno;
ho provato a fermarli: non ascoltano,
camminano sugli argini, proseguono
stringendo le spalle contro il vento
si piegano in avanti, a passi lenti
raggiungono il cofano innevato,
l’auto lasciata in mezzo al campo;
ho provato a chiamarli: non guardano
in nessuna direzione, s’inoltrano
sulla pianura estesa del chiarore
da cui sono arrivati infine tornano.
Italo Testa (Castell’Arquato, 1972), da L’indifferenza naturale (Marcos Y Marcos 2018)
– consigliato da Giovanna Frene
Guardavo l’officina
Pubblicato: 31 ottobre 2018 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Mario Santagostini Lascia un commentoGuardavo l’officina
dismessa, i tetti di lamiera,
il vespaio alla parete,
depositi di latta, nafta sui canali.
Pensavo ai momenti
più scuri della materia: non
sono mai abbastanza.
In qualche verità
nemmeno esiste, quella materia.
In altre, è solo afa. O meno che afa,
e paradiso è un verbo,
alla prima persona.
Come, forse, universo.
Mario Santagostini (Milano, 1951), da Versi del malanimo (Mondadori, 2007)



