perché sono arrivati e ci chiamano

perché sono arrivati e ci chiamano
dalle cascine sparse nella neve
e nel dicembre luminoso affondano
dietro le quinte mobili del giorno;
ho provato a fermarli: non ascoltano,
camminano sugli argini, proseguono
stringendo le spalle contro il vento
si piegano in avanti, a passi lenti
raggiungono il cofano innevato,
l’auto lasciata in mezzo al campo;
ho provato a chiamarli: non guardano
in nessuna direzione, s’inoltrano
sulla pianura estesa del chiarore
da cui sono arrivati infine tornano.

Italo Testa (Castell’Arquato, 1972), da L’indifferenza naturale (Marcos Y Marcos 2018)

– consigliato da Giovanna Frene

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