Nevica polline quasi la primavera

Nevica polline quasi la primavera
volesse imitare Natale
e invece è uscire dalle mura
questo maggio, respirare ampio
gettare i pensieri di un inverno
che hanno infeltrito i maglioni.
È la speranza di un futuro
a far nido sotto ai tetti
che d’illusioni
di speranze e d’inganni
si rinnovano le stagioni.

Annalena Aranguren (Firenze, 1958), Poesie nell’ordine giusto (Manni, 2014)


Primavera / la poesia alle elementari

Nell’aria il gergo dei rondoni,
luce lenta,
rivalsa di profumi.
Il bambino scappa in terrazza
passando per gli armadi,
travestito di cose leggere.
Pelle d’oca in maniche corte,
la sua muta di primavera.

 

Ennio Cavalli (Forlì, 1947), da Bambini e clandestini (Donzelli, 2002)