Anche questo silenzio

Anche questo silenzio
è colpevole
e dei corpi rimane sempre
un’ombra sinistra
ai margini della stanza.

Si viene al mondo
in un tramestio di voci,
mi disse, ma il commiato
è un rito quieto:
si celebra per sottrazione.

Giovanni Ibello (Napoli, 1989), da Turbative siderali (Terra d’ulivi edizioni, 2016)


Ognuno di noi è una riva a cui

Ognuno di noi è una riva a cui
vengono le immagini del mondo. Siamo
un mare su cui sciacqua un altro mare

che ci si viene a rompere in fronte, quando
guardiamo fuori, non meno di quando
guardiamo dentro noi stessi. Pure,

a catene di immagini dovremmo sapere
rispondere con schiere di frasi. Invece,
eccoci qui dietro le cose, che ci trascorrono

davanti, più che a nomi a lampi, come
le creature riprese e disintegrate di qualche
esplosione convenzionale, senza che tu le sappia

decifrare. Come dopo Auschwitz, dopo
Hiroshima. Banco di prova d’ogni
prosa, d’ogni rima e lima.

Le immagini ci sono, ma le opere,
le parole, le dobbiamo fare.

Gianni D’Elia (Pesaro, 1953), da Sulla riva dell’epoca (Einaudi, 2000)