Io credo nel credere / la poesia alle elementari

Io credo nel credere.

Per credere faccio l’orto e il pane. E imparo ogni giorno a tacere lavorando, tessendo il tempo, accettandolo.

Imparo i significati del fare, del rispettare e amare le creature che sorgono e, sorgendo, immediatamente invecchiano. Benedico l’invecchiamento: il mio, prima di tutto. Canto la poesia dentro di me, prima ancora di agire nell’alfabeto. Viaggio non verbale tra gli elementi.

 

Anna Maria Farabbi (Perugia, 1959) da Abse (Ponte del Sale, 2013)


Un mollusco al pranzo di Natale

                                                                                                                              a Emilio Rentocchini

Le luci sono fioche
molto più fioche quest’anno
e il freddo punge
Il disagio puoi crederlo sottile
ma come ammucchiate sotto un tunnel
nel chiuso delle case le famiglie
già da ore non sanno cosa dire
eccetto la sfilza di ricordi
di Natale in Natale più abnormi
recitati da profili spiegazzati
fissi ai soliti posti
quando tutta la tavola ricopre
una coltre di brina così spessa
da sembrare tela grezza,
se poi fanno fatica a sopravvivere
anche l’alga il lichene la valva
dell’unico mollusco risparmiato
e tutto è polverio indistinto
impercettibile pigro 
sussulto del creato

 

Alberto Bertoni (Modena, 1955), da Traversate (SEF, 2014)