È morto oggi il bicchiere azzurro latte
Pubblicato: 6 febbraio 2020 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Simone Di Biasio Lascia un commentoÈ morto oggi il bicchiere azzurro latte
scivolato da un gradino troppo alto
della credenza, avrebbe versato ancora.
Se n’è discusso a tavola
come di una cosa viva, un vecchio
che assieme a noi beveva molto.
S’è infranto il sogno del bicchiere azzurro latte
di essere infrangibile: il silicio s’è sciolto
pure nelle nostre bocche ed è parso testamento,
i minuscoli detriti sparsi ovunque
una memoria esplosa di tutto un firmamento.
Ha dato da bere agli assetati, compito assolto
nella forma ed assoluta trasparenza.
Simone Di Biasio (Fondi, 1988), da Panasonica (Il Ponte del Sale, 2020)
N.
Pubblicato: 5 febbraio 2020 Archiviato in: Una poesia al giorno | Tags: Pietro Cardelli Lascia un commentoContinuava a scrivere in una forma ossessiva,
mi guardava, e poi (sopra a tutto)
le accensioni a intermittenza, gli sguardi abbassati
mentre mi accanivo su me stesso.
“Osservami”, mi dicevo,
gli occhi che camminano e le cicale
che gracchiano sopra la corrente,
oppure più in là, sebbene fosse impensabile,
dove qualcuno controlla tutti i messaggi
e li trascrive, e le forze che si concentrano
sui marciapiedi, fra passo e passo,
svelano altri dettagli, più veri, dolorosi.
Ma questo cammino: le balze, i querceti
i trabatelli altissimi e profondi, era sempre
un andare-oltre e cadere, un farsi
del male: non c’era solidità né crescita
nella progressione, non era progressione. C’era tutto
un baratro da attraversare, e da capire.
Mi sono perso d’animo e ho abbandonato
la vitalità, scarna ma sempre vitalità
“vi-ta-li-tà” ripetevo. Sono
diventato astioso: “la soluzione più degna”
forse, è vero, eppure evitabile, così
che oggi ricordo poco se non gli sguardi dall’alto,
i più crudeli, e le mani, strette, venose
sempre in anticipo sul niente, e il sorriso crudele.
Ecco la soluzione, non era
era il tiglio sul marmo di casa, l’acero splendente
ripulire le foglie a una a una, accompagnarle
con cura al cassonetto. Finalmente
eravamo in due, eravamo gentili.
Pietro Cardelli (Borgo San Lorenzo, 1994), da Quattordicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos Y Marcos, 2019)



