Si muoveva senza alcun tipo di controllo

Si muoveva senza alcun tipo di controllo,
i suoi movimenti, anche i più futili o insensati,
si adeguavano a un ordine prestabilito,
il suo esistere si verificava nell’accettazione.

Era facile trovare la giusta posizione allora,
il tono con cui pronunciare discorsi importanti,
la postura ben eretta, le spalle larghe, il bacino vivo.
Gli altri si conformavano a lui, lui agli altri
c’era rispetto e ammirazione.

Di colpo, dunque, il vetro si è infranto
ma l’insetto dietro la finestra
non ha reagito né ha fatto parola.
L’argilla solidissima si è disseccata.

Avevamo bisogno di un consiglio, di un ordine,
di un destino, non di frammentarci qui dentro
come anmali metallici; è rimasta la paura quindi,
fangosa come una memoria a venire,
profonda nella pelle scavata. Servirà del Cif
per cancellarla, un coltello.

Pietro Cardelli (Borgo San Lorenzo, 1994), da Quattordicesimo quaderno italiano di poesia contemporanea (Marcos Y Marcos, 2019)


Capodimonte d’estate

Capodimonte d’estate.
Pare una spiaggia urbana,
con le donne qualche volta sedute sulle sdraio,
una o due, sul balcone
e gli uomini al loro posto la sera,
mezzo addormentati, davanti alla televisione
accesa dentro alla sala, con la stessa distanza del cinema
e lo stesso volume stereofonico.

Nella mia parva casa lo spettacolo preferito sono loro
queste famiglie grandi.
Noi difatti siamo soli, figlio e figlia di padri disuniti;
vicino il suo, mai più di un’assenza settimanale, e sempre sempre lodato.
Combattuto il mio, lontano, neppure semestrale.
Perso negli anni e poi riconosciuto.

Rossella Tempesta (Napoli, 1968), da L’impaziente (Boopen Led, 2009)