Le parole semplici

Le parole semplici, per me, sono come le cose che mettevi insieme nella vita. Da oggetti apparentemente inutilizzabili tiravi fuori qualcos’altro. Li combinavi e nasceva una nuova funzione. Ecco che allora una vecchia grata da finestra, quattro assi smangiate di un bancale e del filo di ferro già sfruttato, diventavano la gabbia dei conigli. Così faccio io con questi termini, questi suoni familiari, schietti e genuini. Cerco di farli ancora funzionare, di parlare ancora con qualcuno.

Fabrizio Bernini (Broni, 1974), da Le parole semplici (Stampa 2009, 2019)

– consigliato da Marco Pelliccioli


Se vado all’indietro non vedo più

Se vado all’indietro non vedo più
né il diploma né il suo voto avvizzito.
Passo da un’anima (l’anima?) a un’altra,
sempre mia, ma che spiega di volere
l’allungo. Succede.
L’entusiasmo e i suoi spiccioli mi tradiscono
sul punto più labile del trionfo.
Sono a un passo dal traguardo. La porta mi aspettava.
E quello che ride e prova la chiave
altri non è che l’immenso assassino
seduto sul confine.

Fabrizio Bernini (Broni, 1974), da Il comune salario (Mondadori, 2019)