Non le parole

Non le parole
sempre sulla bocca di tutti
ma quelle che furono bruciate, calpestate,
quelle che mancano come i chicchi d’uva
mangiati anzitempo,
ma a questo nessuno fa caso.
Non i gesti
che i credenti scimmiottano
per i sacerdoti
ma quelli che il corpo fa fatica ad apprendere
per poter sopravvivere
e non può trasmetterli ad un altro corpo.
Non l’odore
d’incenso o di nostalgia sbocciata,
che ci assopisce o culla in un torpore setoso,
ma quello che ci scuote, che inaspettatamente
invade le cavità corporali
e resuscita tutti i sensi.
Non la poesia
che scivola per le banchine gelate della storia letteraria,
ma quella il cui audace odore
è capace di smuovere
il cardine di gesti e parole.

Taja Kramberger (Lubiana, 1970), da Vsakdanji pogovori [Conversazioni quotidiane] (CSK, Ljubljana, 2006)

 

Traduzione dallo sloveno a cura di Michele Obit.

 

Ne besede,
po katerih vlada množično povpraševanje,
ampak tiste, ki so bile izžgane, poteptane,
tiste, ki manjkajo kakor prezgodaj
pozobane jagode grozda,
pa tega nihče ne opazi.
Ne geste,
ki jih za svečeniki
posnemajo verniki,
ampak tiste, ki se jih telo s težavo nauči,
zato da bi preživelo,
in jih ne more prenesti na drugo telo.
Ne vonj
kadila ali razvcetene nostalgije,
ki nas uspava ali zaziblje v svileno otopelost,
ampak tisti, ki nas predrami, tisti, ki
nepričakovano vdre v telesne odprtine
in oživi vse čute.
Ne poezija,
ki drsi po zaledeneli ploščadi literarne zgodovine,
ampak tista, katere drzni vonj
je zmožen premakniti
osišče gest in besed.

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4 commenti on “Non le parole”

  1. natàlia castaldi ha detto:

    molto molto bella.

    dove dice:
    Non i gesti
    che i credenti scimmiottano
    per i sacerdoti
    ma quelli che il corpo fa fatica ad apprendere
    per poter sopravvivere
    e non può trasmetterli ad un altro corpo.
    secondo me la traduzione sarebbe più incisiva eliminando quel “li” riferito ai “gesti” e a “quelli”
    quindi:
    ma quelli che il corpo fa fatica ad apprendere
    per poter sopravvivere
    e non può trasmettere ad un altro corpo.

  2. editoinproprio ha detto:

    A volte i traduttori sono anche troppo precisi. Quel ‘jih’ nel verso ‘in jih ne more prenesti na drugo telo’ è proprio quel ‘li’. Ma concordo con Natalia, si poteva evitare. Un caro saluto, michele


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