Il mio cuore ha l’accesso stretto

Il mio cuore ha l’accesso stretto
il sangue non ci passa facilmente
o rigurgita o rimane dentro,
così gli altri non sanno
che passione ho per loro
che potrei
fermare anche gli ignoti per la strada
e dirgli
tutto quello che ho dentro e non mi passa –
e sarebbe la grazia.

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da L’asso nella neve (Transeuropa, 2011)

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Italia

È una donna che ha il cuore a sud
ma l’abito è ricco, roba del nord.
Uomini d’affari la corteggiano, in balìa
di gente dalla mano lesta ha perso
il sorriso, il bel corpo macchiato
in abbandono tra le lapidi.

L’atteggiano ancora a Madonna
col manto blu del cielo per la foto
di famiglia, le fanno corona
governanti e preti, immobili
in poltrona.

Non è più nostra madre
avara di figli partorisce disastri;
malgrado il rombo ininterrotto
dei motori i colpi sono chiari,
le stanno approntando una lunga bara.

Nelo Risi (Milano, 1920), da Le risonanze (Mondadori,1987)


Il buonumore dei vecchi

Il buonumore dei vecchi ha impronte leggere,
lascia le cose dove stanno,
non la tira per le lunghe.
Sente le lacrime delle cose
come presto rifluiranno
e se altre ne discenderanno
sarà come nei giorni di pioggia
che ai bambini sembrano eterni
perché cielo e terra si son confusi.
Nico Naldini (Casarsa, 1929), da La curva di San Floreano (Einaudi, 1988)


L’è no quistiun de droga o de la sgnappa

L’è no quistiun de droga o de la sgnappa,
che quel che brüsa den’ l’è ‘l nost sperà,
trattà cuj òmm e pèrdess ne la lappa,
‘na storia s’ceppa che ghe fa penà…
L’è lì la vita, e le sluntana el vent,
e mai ghe sarèm dent cume a nuà…
L’è culpa del durmì, del viaculvent
de tanta giuentü prunta a massàss…
el capì no, vultàss, quel fàss dement
per minga vêd la merda del sugnàss,
quel scùndess ne la pulver del mument
e vègh paüra di fis’c del memurià…
E alura stèm lì schisc, a streng i dent,
pien de nagott, alegher nel pissà…

 

Non è questione di droga o di grappa,
ché quel che brucia dentro è il nostro sperare,
trattare con gli uomini e perdersi nella chiacchiera,
una storia spezzata ci fa penare…
È lì la vita, e l’allontana il vento,
e mai ci saremo dentro come nel nuotare…
È colpa del dormire, del matto disperarsi
di tanta gioventù pronta ad ammazzarsi…
…il non capire, voltare la testa, quel fare gli scemi
per non vedere la merda del nostro sognare,
quel nascondersi nella polvere del momento
e aver paura dei fischi della memoria…
E allora stiamo sottomessi, a stringere i denti,
pieni di niente, allegri nel pisciare…

 

Franco Loi  (Milano, 1937), da Voci d’osteria (Mondadori, 2007)

 


L’alba è una donna

L’alba è una donna
Che s’infila le calze lentamente
Come sapesse di essere guardata
La luce corre
Batte sugli zoccoli degli uccelli
È un grido che non cade nel cielo
Come nel corridoio di una casa
Una madre chiamata
Arriva in camera e ti copre
Le gambe le spalle
Ti sveglia
Se ne va scotendo il muro
Come un vestito ballando
Biondissima alla Marilyn Monroe
Ti volti appena nato come se niente fosse accaduto
I tuoi occhi sono così blu da ingannare i pesci
Il loro salto scolpito nel sole
Mentre il giorno è un vecchio
Che si appoggia al bastone
E mi sorride

Francesca Serragnoli (Bologna, 1972), da Il rubino del martedì (Raffaelli, 2010)

 


Trieste by day con sole di cotone

Passo di stanza in stanza
chiedendomi dove sono finiti
gli slip dell’anno scorso.
Mangio uno yogurt mentre alla radio
danno l’ouverture di Bach.
Tutti sappiamo più di quello che fingiamo di sapere
e vorremo vivere a Malibu con il culo al caldo.
Per ora ascolto un’orchestra sinfonica
che è più di quanto si possa sperare,
intanto gli slip non si trovano.
Nel giardino di fronte
la famiglia cuore
cerca i pezzi della piscina smontabile
e accende il barbecue per riempire il cielo di maiale arrosto.
Anche loro non trovano qualcosa ma hanno
tutte le mutande al loro posto.
È un quadro orribile
ma è una storia bellissima.

 

Mary Barbara Tolusso (Pordenone), da L’inverso ritrovato (Lietocolle, 2003)


Quali verbi racchiude un nome in sé?

Quali verbi racchiude un nome in sé?
La parola mancante è un nome che ci sarà rivelato
dai suoi verbi.
Ciascuno dei verbi, uno stato possibile o reale di tale
nome.
Fai la lista di tutti i verbi che racchiude in sé
la parola albero.
Un albero è un albero. E non potrai saperne
di più.
Ma grazie ai verbi racchiusi da quest’albero, puoi tu
riconoscerlo.
La differenza tra due alberi si misura dai
verbi racchiusi in ciascuno di essi.
Gli aggettivi e i verbi di un albero sono una sola cosa.

Emmanuel Hocquard (Cannes, 1940), da Nuovi poeti francesi (Einaudi, 2011), in Un test de solitude (POL, 1998).

Quels verbes enveloppe un nom?
Le mot manquant est un nom que nous révéleront
ses verbes.
Fais la liste de tous les verbes qu’enveloppe le
mot arbre. Un arbre est un arbre. Tu n’en sauras pas
davantage.
Mais par les verbes s’enveloppe cet arbre, tu peux
le reconnaître.
La différence entre deux arbres se mesure aux
verbes qu’enveloppe chacun d’eux.
Les adjectifs et les verbes d’un arbre sont un.